Ho iniziato a suonare interessandomi al rock 'n roll, al suono di Memphis degli anni '60. Tutti i miei sforzi erano tesi ad apprendere le tecniche di quei chitarristi, comprenderne addirittura i pensieri. James Burton, con la sua unghia metallica mi ha fatto letteralmente impazzire... Ma 'Jonny Be Good' suonata con questa tecnica 'suona' diversamente... Ancora la faccio come James quando suono dal vivo... Un giorno mi fanno ascoltare un disco. C'è un suono nuovo, e chiaramente anche una tecnica nuova... Le note vanno via insieme, come un torrente... Il suono è meno pesante di quello delle Telecaster... Chiedo chi è a suonare... È Albert Lee, l'uomo di Nashville. Così ho conosciuto la musica newcountry, e così è iniziato il secondo periodo musicale della mia vita. Dovevo di nuovo imparare tutto, ma il mio carattere è tale da prendere qualsiasi sfida con una energia totale... Anzi, sono proprio queste situazioni che mi appagano di più... Inizio ad ascoltare Albert, cerco di capire come faccia a suonare a quel modo... Passano due anni, e Pierpaolo D'Adda, organizzatore del festival di Soave, mi dice 'Quest'anno abbiamo invitato Albert Lee. Ti piacerebbe fare uno o due pezzi con lui?'. All'inizio non ci credevo, pensavo che mi prendesse in giro. È andata così, e grazie a Pierpaolo sono riuscito a conoscere e diventare amico di musicisti che pensavo irraggiungibili. Il primo anno Albert (sul palco non riuscivo a suonare perché mi distraevo a guardarlo ed ascoltarlo), poi anche James Burton (all'inizio mi snobbava un pochino, perché è un personaggio veramente importante ed ha sempre troppe persone intorno; ma quando ho infilato l'unghia di metallo ed ho suonato con il suo stile si è reso conto di quanto avesse contato nella mia storia musicale, ed allora ho scoperto una persona disponibile, alla mano, e soprattutto ho trovato un altro amico). E anche Jerry Donahue... Ricordo che mi ha invitato nella sua stanza perché voleva sapere come facessi a suonare un particolare lick... Ragazzi... Non ci posso ancora pensare... Poi quell'essere incredibile che risponde al nome di Tommy Emmanuel. L'ultima volta che abbiamo suonato insieme mi faceva degli scherzi mentre suonavo. Ero impegnato a fare un assolo al meglio delle mie possibilità, e lui mi veniva vicino e mi faceva il solletico, mi copriva gli occhi... È un musicista incredibile, e se vi capita l'occasione di ascoltarlo non fate l'errore di non andarci. Oggi mi esibisco da solo o con il mio amico Anchise Bolchi; quando è possibile mi muovo con la TC Band, spesso accompagnato anche dai cori delle Hillbilly Soul. Il mio repertorio spazia dal rock 'n roll alla musica newcountry. Ma alla base di tutto c'è sempre il grande amore per la musica e per i bei suoni. |